Massimo Bray - Il potere della bellezza: il paesaggio

“Credo che se l’Italia ha ancora un paesaggio e un patrimonio culturale così importanti da essere tra i principi fondamentali della nostra Costituzione, lo dobbiamo a secoli di tutela e custodia – vorrei dire a secoli di amore e passione – degli italiani per il loro Paese”.
Con queste parole, Massimo Bray, ospite del nostro Liceo sabato24 febbraio 2018 dalle 11:00 nell’ambito del progetto IO TU NOI Bene: comune plurale, sottolinea quanto sia importante oggi la tutela e la difesa del paesaggio. Ed è, appunto, Il potere della bellezza: il paesaggio il tema su cui si confronterà con gli studenti delle quinte classi. Introduce l’incontro il dirigente scolastico Annarita Corrado.

Nato a Lecce, Massimo Bray ha studiato a Firenze e vive a Roma. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia, conseguita nel 1984 e un itinerario da borsista a Napoli, Venezia, Parigi, Simancas, nel 1991 entra all’Istituto della Enciclopedia Italiana fondato da Giovanni Treccani, come redattore responsabile della sezione di Storia moderna dell’Enciclopedia La Piccola Treccani. Non lascerà più l’Istituto: nel 1994 ne diviene il direttore editoriale. In questo ruolo, mantenendo intatto il rigore che contraddistingue un’istituzione culturale di così grande prestigio, ne ha seguito l’apertura al web con grande entusiasmo.
Massimo Bray è anche direttore responsabile della rivista edita dalla Fondazione di cultura politica Italianieuropei, che ha tra i suoi principali obiettivi quello di elaborare analisi e riflessioni pubbliche sui nodi cruciali dell’innovazione politica ed economica europea. La fondazione è un luogo di incontro tra le diverse tradizioni culturali del riformismo italiano.
Sull’edizione italiana di Huffington Post è autore di un blog dedicato all’esperienza della cultura, con particolare attenzione all’editoria tradizionale e digitale.
Presiede il consiglio d’amministrazione della Fondazione La Notte della Taranta, che organizza il più grande festival europeo di musica popolare, dedicato al recupero della pizzica salentina e alla sua fusione con altri linguaggi musicali, dalla world music al rock, dal jazz alla sinfonica. Grazie al lavoro del gruppo di competenze che gestisce la Fondazione e soprattutto alla straordinaria coralità dei talenti musicali coinvolti nell’Ensemble Notte della Taranta, il festival è divenuto, negli anni, un riconosciuto modello culturale che, di edizione in edizione, non cessando di produrre nuove forme di elaborazione artistica, ha cominciato a produrre interessanti economie per il territorio. 

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